2025
Preghiera per il Santo Padre Francesco
La nostra comunità si unisce in preghiera per il Santo Padre Francesco, affidando al Signore la sua salute e il suo ministero.
Venerdì 21 febbraio, ci ritroveremo per vivere insieme momenti di intensa spiritualità e intercessione secondo il seguente programma:
- Sante Messe alle ore 9:00 e 17:30, celebrate con l’intenzione speciale per il Papa e la sua salute.
- Adorazione Eucaristica comunitaria alle ore 18:00, per chiedere al Signore di sostenerlo in questa prova e concedergli forza, vita e salute.
Invitiamo tutti i fedeli a partecipare con fede e devozione, affinché la nostra preghiera corale diventi un segno di vicinanza e affetto verso il Santo Padre, testimoniando la nostra unità nella Chiesa.
Che il Signore, per intercessione della Vergine Maria, doni a Papa Francesco la forza necessaria per continuare la sua missione a servizio del popolo di Dio.
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2025
Rallegratevi ed esultate – VI Domenica del Tempo Ordinario /C
Domenica 16 febbraio 2025
In quale gruppo citato oggi dal Vangelo ci collocheremmo? Nei ricchi o nei poveri? Nei sazi o negli affamati? Tra quelli che ridono o quelli che piangono? Tra gli stimati o tra i disprezzati? Sembra che Gesù ribalti le categorie del mondo: guai ai primi, beati gli ultimi!
In realtà, Gesù ci mette in guardia: davvero pensate che la ricchezza materiale, la sazietà, l’allegria e l’onor del mondo siano la via della vita e della felicità? Non è così, dice ai suoi discepoli.
A volte è vero proprio il contrario. I poveri di cose sono molto più ricchi di forza, interiorità e generosità dei grandi possidenti. I sazi spesso hanno perso la volontà di cercare, di scoprire, di allargare gli orizzonti. Quelli che non hanno mai pianto non sapranno mai comprendere chi soffre. I profeti di un mondo buono sono stati insultati e disprezzati, ostacolati e perseguitati, al contrario di quelli falsi, osannati alla loro ascesa e giustiziati dalla storia.
Gesù parla del suo Regno, assicurato nel Paradiso, e in costruzione sulla terra. I suoi discepoli devono sapere che gli esseri umani cercano la tranquillità e la gioia, ma la corsa ai beni materiali e il possesso egoistico degli stessi sono fuorvianti. Pur essendo patologico cercare la croce, nessuno deve scoraggiarsi quando arriva, se è frutto della ricerca della verità e del bene. «Rallegratevi ed esultate» significa «fatevi forza» perché Dio è con voi e la beati-tudine non vi sfuggirà. Viceversa, potrebbe sfuggire a chi si è fida-to troppo di ciò che ha conquistato, se poi ha perso ciò che nella vita conta davvero: crescere, capire, amare.
2025
Sulla Parola del Signore – V Domenica del Tempo Ordinario /C
Domenica 9 febbraio 2025
Dov’è appoggiata la tua vita? Quali sono le tue sicurezze? A cosa ti appiglieresti se un uragano la sconvolgesse? Ognuno di noi dovrebbe porsi queste domande, almeno una volta, per centrare la vita su ciò che per noi conta davvero, per evitare di lasciarcela sfuggire di mano, per non rischiare di scoprire alla fine di non aver vissuto davvero.
C’è chi si fida solo di se stesso; peccato, ha perso l’occasione di incontrare il meglio di ciò che lo circonda. C’è chi si appoggia al proprio partner, alla famiglia, alla propria comunità. E, a volte, si scontra con illusioni e delusioni. C’è chi si fida di Dio: ha incontrato la fede e attraverso di essa nutre la propria speranza.
Nell’episodio del Vangelo di oggi, il pescatore Simon Pietro ha faticato invano tutta la notte ma non ha preso nulla. Evidentemente in quei giorni quella zona del lago è sprovvista di pesci. Ciononostante, decide di fidarsi di Gesù e «sulla sua parola» getta le reti. La pesca sarà abbondantissima.
Sulla Parola di Gesù, Pietro fonderà la sua vita: dalla fiducia nel perdono dei suoi peccati alla missione di pescatore di uomini. È la testimonianza di noi cristiani: riconoscere i nostri limiti, ma lavo-rare tenacemente per migliorarci, nel confronto con la Parola del Signore, e nella certezza che Lui ci indica la strada migliore. Anche quando ci sembra di non capirla, la vita è il meraviglioso viaggio verso la quiete del suo porto: Dio.
2025
Noi siamo di Dio – Presentazione del Signore /C
Domenica 2 febbraio 2025
Quest’anno il calendario ci porta a festeggiare di domenica, a quaranta giorni dalla sua nascita, la Presentazione al Tempio di Gesù. Nell’ebraismo, infatti, Dio è il datore di ogni dono, e le primizie sono da restituire a lui. Non fa eccezione il primo figlio, che è offerto e consacrato al Signore nella sua casa, il tempio di Gerusalemme.
Questo atteggiamento di riconoscenza ha molto da insegnare alle persone del nostro tempo. La società ci porta a pensare che tutto ci sia dovuto, e siano uno scandalo la malattia, la povertà, l’indigenza. Siamo pronti ad accusare lo Stato, la vita e persino Dio stesso se non abbiamo tutte le opportunità di chi ci circonda e − apparentemente − sta meglio di noi. Tendiamo a sentirci defraudati dei nostri diritti se tutto non va come vorremmo, e troviamo sempre qualcuno a cui dare la colpa, non fosse altri che la sfortuna.
Ci educhi alla verità uno come Simeone che ha aspettato pazientemente tutta la vita la realizzazione del suo sogno, e ora sfiora la gioia del cielo perché la sua speranza non è stata vana.
Perché Dio non esaudisce sempre le nostre richieste, ma mantiene le sue promesse. E, tra queste, felicità e pace per tutti i suoi figli, perché lui può agire quando smettiamo di accampare pretese; e conosce il nostro bene, anche quando confonde i nostri progetti per renderci più grandi e veri.
2025
Oggi si è compiuta questa Scrittura – III Domenica del Tempo Ordinario /C
Domenica 26 gennaio 2025
Cosa faremmo se qualcuno ci garantisse la realizzazione dei nostri desideri più grandi prendendo un treno che passa soltanto oggi? Saremmo disposti a lasciare tutto il resto?
Molti di noi hanno tante buone intenzioni, che puntualmente rimandano a domani. Non sono pronti, dipendono da altri, hanno altre urgenze e, in fondo, mille scuse.
Davanti a un testo biblico del profeta Isaia, Gesù mette da parte le interpretazioni tradizionali, che rimandavano le promesse di gioia e liberazione al futuro. Oggi è quel momento; io sono il consacrato dallo Spirito di Dio per portare il lieto annuncio ai poveri, per ridare la vista ai ciechi, per liberare prigionieri e oppressi, per mostrare a tutti l’amore di Dio!
Gesù è stato il Messia che ha realizzato tutto questo. Ma ancora oggi, sulla terra, ci sono prigionieri nel corpo e nell’anima, ciechi nella vista e nella mente, poveri di beni e di affetti.
Oggi il nostro mondo ha bisogno di seguaci del Cristo che adempiano i sogni di Dio, che rendano concreta e visibile la Grazia che lui ha per noi, che si lascino riempire dallo Spirito d’amore, di rispetto e tolleranza, di impegno quotidiano per la giustizia e la verità. «Solo per oggi…» scriveva san Giovanni XXIII. Non perché non ci sarà un domani, ma perché il nostro tempo da vivere è l’oggi, e qualsiasi motivo per non farlo sarebbe un inutile e sciocco alibi.
2025
Primo ritiro del Gruppo Tiberiade 2025
Domenica 19 gennaio è stata una giornata ricca di emozioni per i bambini e le famiglie del gruppo “Tiberiade”.
A termine della messa come sempre i bambini si sono impegnati a spiegare a Don Gerardo, ai catechisti e a tutti i presenti il Vangelo sulle Nozze di Cana, subito dopo la benedizione di tutti i fedeli, caramelle e poi tutti al lavoro: mamma e papà in multimediale con i preparatori dei genitori Tonino e Irene e i piccoli a preparare le attività con la loro catechista Daniela.
Questo è stato un momento molto atteso non soltanto perché la nostra parrocchia si è adeguata alla riforma della catechesi in modo egregio e meticoloso, con lo studio dei sussidi per i genitori e bambini, ma anche con l’attenta formazione dei preparatori dei genitori e di tutti i catechisti che dovranno cambiare e adeguare necessariamente il metodo e gli argomenti da affrontare.
Sicuramente come ogni nuovo inizio si hanno dubbi e timori ma una certezza l’ abbiamo sempre avuta ben chiara: la comunità deve diventare il luogo dove ci si allena a vivere secondo lo stile del Vangelo per essere capaci di andare “fuori” nel mondo e testimoniare quanto maturato attraverso la carità e l’ amore per il prossimo.
“l’Iniziazione cristiana” mette in luce la forza dei sacramenti e realizza l’unità e l’integrazione fra annuncio, celebrazione e carità.
Fondamentali in tal senso sono i “genitori” e le figure dell’ambito familiare, che sono i primi educatori, che non possono essere sostituiti da nessun altro, i bambini non potranno avere esempio migliore di mamma e papà.
Occorre quindi ripartire dall’ascolto della Parola, impegnarsi a una scelta di fede e a vivere come figli di Dio attraverso i Sacramenti del Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia.
Questi ritiri tra famiglie nella comunità cristiana sono fondamentali per vivere insieme la storia di Gesù e più in generale la storia della salvezza, mediante un cammino, pianificato e curato, che educhi verso uno stile di vita secondo il Vangelo creando relazioni di fraternità, amicizia, risate, condivisione del cibo… tutte cose necessarie a rendere la nostra comunità, la nostra chiesa luogo affidabile!!!
2025
Cana, segno dell’amore di Dio – II Domenica del Tempo Ordinario /C
Domenica 19 gennaio 2025
Quello che per noi è un miracolo straordinario, per l’evangelista Giovanni è semplicemente un segno: un segno della gloria di Gesù e un segno per la fede dei discepoli. Ci sarà sempre chi metterà in dubbio la testimonianza di questo racconto o troverà giustificazioni razionali all’irrompere dell’inspiegabile nella realtà umana. I segni, per loro natura, rimandano a qualcosa di più importante. Come dice il proverbio, «quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito».
Nell’episodio delle nozze di Cana troviamo un Gesù piuttosto titubante, se non addirittura contrario a un suo intervento. Non ritiene giunto il tempo di rivelarsi. Maria interviene dietro le quinte, notando il problema ed esprimendo la sua fede in quel figlio che – come ben sa – ha il compito di salvare l’umanità. «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» è una dichiarazione di fiducia totale, un messaggio che sintetizza ancora oggi il cristianesimo per tutti noi.
Gesù usa quello che c’è – l’acqua, la voglia di festa di sposi e invitati, la disponibilità dei servi – e ne fa qualcosa di buono, anzi di ottimo. Se quello che abbiamo e che siamo è condiviso, la gioia può traboccare per tutti. Dio ha già riempito di doni l’umanità, ha concesso i suoi carismi a ciascuno di noi, ha indicato la via della giustizia e dell’amore. Tocca prima di tutto a noi cristiani seguirla, affinché altri possano credere in Lui.
2025
Battesimo di Gesù – Domenica 12 gennaio 2025
Vi ricordate, Giovanni Battista? Chi era disposto a seguire ciò che Giovanni diceva, si faceva battezzare con l’acqua del fiume. Giovanni diceva: “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non son degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito e fuoco.” Lc 3,16.
Un giorno Gesù andò davvero sulle rive del fiume giordano e Giovanni disse: “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo”, Gesù si avvicinò a Giovanni, che stava battezzando gli Ebrei nel fiume e come tutti gli altri, anche Gesù entrò nell’acqua, come segno che voleva ricevere il battesimo.
Ma Giovanni disse a Gesù: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Fa’ come ti chiedo: c’è una ragione».
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco si aprirono i cieli e scese lo Spirito Santo sotto forma di colomba sopra di lui e una voce dal cielo che diceva:
«Questo è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Questo è un momento importante perché nello stesso istante c’è stata la presenza delle TRE PERSONA della TRINITA’: GESU’ in persona, lo SPIRITO SANTO sotto forma di colomba, il PADRE attraverso la sua voce.
Gesù pur essendo senza peccati, si lasciò battezzare da Giovanni per dimostrare il suo essere uomo tra gli uomini, anche se non poteva avere peccati in quanto era Dio.
Durante la messa delle famiglie Don Gerardo ha parlato del Battesimo, il Sacramento che ci rende cristiani, che toglie il peccato originale il “trampolino di lancio “ verso un percorso di fede che durerà tutta la vita.
Il Battesimo segna il cristiano con un sigillo spirituale indelebile della sua appartenenza a Cristo, mediante i tre doni, i tre compiti che rendono vera la vita cristiana e sono il sacerdozio, la profezia e la regalità.
Don ha dato un piccolo compito ai bambini e alle famiglie, tutti ricordano la data di nascita ma quasi nessuno la data del Battesimo e ha invitato a ricercare insieme tra i ricordi, foto, documenti questa data e ha invitato a visitare la chiesa dove i piccoli sono stati battezzati.
Il momento che più è piaciuto, quello mistagogico e quando con Don Gerardo ha acceso la candela, luce del cammino e tutti insieme sono andati al fonte battesimale della nostra chiesa e hanno toccato l’ acqua che viene usata per fare il Sacramento del Battesimo.
2025
Lo spirito del Battesimo – Battesimo del Signore /C
Domenica 12 Gennaio 2025
Che cos’è il Battesimo? Quale significato ha nella nostra vita quotidiana? È necessario e opportuno battezzare i neonati? Oggi la liturgia ci invita a porci queste e altre domande, nel ricordo del battesimo di Gesù.
Sì, anche lui si sottopose al rito del battesimo di Giovanni, l’immersione nelle acque del Giordano che mostrava a tutti la scelta di mettere la propria vita sulla strada retta che Dio ha nel cuore per noi. Il Vangelo ci conferma che Dio ne fu felice, si compiacque di questo suo Figlio amato. Lo Spirito Santo prese dimora in Gesù, tanto da renderlo capace di parole e gesti pieni d’amore, degni del Padre.
I cristiani compresero che il loro Battesimo avrebbe avuto le stesse caratteristiche: mettersi in ascolto dell’amore del Padre per ciascuno di loro; scegliere di seguire i suoi consigli di vita; accogliere lo Spirito Santo che, giorno dopo giorno, ci può trasformare in uomini e donne più simili a Lui.
Il Battesimo non può essere soltanto un’etichetta, un ricordo o una tradizione. Ogni giorno siamo chiamati a vivere da figli di Dio, nella sobrietà, nella giustizia, nella preghiera e nella misericordia, come ci ricorda San Paolo. Solo così il nostro Battesimo sarà efficace. Non per difetto dello Spirito di Dio, ma per gli ostacoli che noi possiamo mettere sulla sua azione nella nostra vita.
2025
Epifania del Signore 2025
Lunedì 6 gennaio, nella nostra Parrocchia ci sono stati molte iniziative per concludere il periodo delle feste. Dopo la messa solenne delle 10,45 sono arrivati i Re Magi, 3 papa si sono messi a disposizione per rappresentare Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.
I tre saggi provenienti dall’oriente hanno fatto il loro ingresso in Chiesa con accessori preziosi e abiti sgargianti che evocavano la loro terra d’origine, ai 3 si e aggiunta una giovane fanciulla che ha rappresentato la “serva” che ha portato caramelle e cioccolatini per piccoli e grandi.
Oro, incenso e mirra sono stati i doni dei Re Magi al Dio-Bambino, nel giorno dell’Epifania i tre Re Magi arrivano a Betlemme e in un’umile capanna scoprono il Bambino Gesù con Maria e Giuseppe.
I doni che i sapienti portano al Bambino Gesù hanno un loro particolare significato.
L’Oro simboleggia la regalità del bimbo appena nato che diventerà Re dell’universo. L’Incenso ricorda la sua divinità , il profumo dell’ Incenso sale fino al cielo come le preghiere che facciamo tutti noi. Proprio con l’ incenso Don Gerardo ha fatto una piccola mistagogia per far vedere cosa accade quando lo si mette sul fuoco e precisamente oltre ad emanare un inebriante profumo il fumo sale verso il l’ alto fino ad arrivare appunto fino al cielo.
Poi c’é la Mirra è una resina che si ricava da un arbusto, serviva a preparare l’ olio dell’ unzione sacerdotale. Era anche l’ olio che doveva ungere il Messia.
Tutta l’assemblea ha vissuto un momento importante che li ha coinvolti in una storia che si intreccia tra tradizione e modernità e che è ricca di significato religioso, storico e culturale.
Un’opportunità preziosa per trasmettere un messaggio di fede autentico alle famiglie e alle nuove generazioni: attirati e guidati dalla stella i Magi superano ogni difficoltà per arrivare a vedere il Re Messia, perché sanno che sta avvenendo qualcosa di unico nella storia dell’umanità e non vogliono mancare all’appuntamento.
Subito dopo il “Concerto di Natale” dei bambini e ragazzi della catechesi a iniziare dal Gruppo Tiberiade e poi tutti gli altri creando una atmosfera di festa e fratellanza il tutto accompagnato da Padre Francesco che è stato il collante tra tutti i gruppi, Tonino con la sua tastiera e un gruppo di ”Presentatori Provetti” formato dagli adolescenti che hanno ricevuto il Sacramento della Cresima l’ 8 dicembre scorso.
Buon anno a tutti!!!