Uno squarcio nell’incredulità – II Domenica di Quaresima /C
Domenica 16 marzo 2025
Quanto conta nella nostra vita la fede? Non soltanto l’adesione al «credo» cristiano, ma l’atteggiamento di fiducia in Dio Padre, la consapevolezza che lui manterrà le sue promesse, la scelta di ab-bandonarsi tra le sue mani?
Non mancava certo di fede il patriarca Abramo, che credette a una discendenza numerosa come le stelle del cielo quando non aveva neppure un figlio. Come Gesù, colloquiava con Dio ed era aperto a ciò che ci supera, avviene come un prodigio e ci conferma, almeno per un tempo limitato, che siamo sulla giusta strada.
I segni non sono prove, giungono improvvisi in un contesto incerto, come un dono gratuito, e si possono soltanto testimoniare. Pietro, Giacomo e Giovanni avranno certo dubitato sulla realtà della visione di Gesù trasfigurato, insieme a Mosè ed Elia, di cui certamente non conoscevano il volto. Avrebbero voluto afferrare la verità, ma questa scomparve nella nube, segno dello Spirito di Dio.
Sappiamo che questo segno non fu sufficiente a renderli più coraggiosi degli altri Apostoli nei momenti della passione e della morte del Signore. Ma tutto questo è stato scritto per noi, per spingerci a fidarci in un Dio che ha chiara la gloria che spetta a chi lo avrà intuito e seguito, pur tra gli errori e i dubbi dell’esistenza, nel suo percorso di vita.